Il solstizio d’inverno

Il solstizio d’inverno

   Il 21 dicembre è la data del solstizio d’inverno, un evento astronomico, climatico e religioso.

   La terra ruota attorno al sole descrivendo un’orbita ellittica e in questa data si trova nel punto dell’orbita più vicino al sole (perielio). Siccome l’asse della terra non è perpendicolare all’orbita ma è inclinato di circa 23° e mezzo, in questo giorno i raggi del sole sono perpendicolari al tropico del capricorno e illuminano tutto il Polo Sud mentre nell’emisfero nord, a nord del circolo polare artico, non si vede il sole.

  La variazione della durata del dì e della notte, che nell’area mediterranea è sentita ma non modifica particolarmente la vita degli abitanti, più ci si dirige verso nord più è sentita fino al punto in cui, a circa 66° e mezzo di latitudine nord: il 20 dicembre compare all’orizzonte per un istante un punto luminoso, il 21 non compare nulla e non c’è dì, il 22 dicembre torna a comparire il punto luminoso. Da qui il termine “solstizio” (sol e sistere, “arrestarsi”), il sole smette di abbassarsi nel cielo e sembra fermarsi prima di riprendere la sua risalita.

  Fin qui siamo nel mondo dell’astronomia, ma il 21 dicembre è anche il giorno in cui si è deciso che termina l’autunno ed inizia l’inverno, la stagione fredda dell’anno, che terminerà il 21 marzo con l’equinozio di primavera quando in tutta la terra il dì e la notte sono lunghi esattamente 12 ore.

   Per i popoli antichi, molto più legati agli eventi astronomici e naturali di quanto siamo noi oggi, il solstizio d’inverno era un evento importantissimo ed era atteso con ansia: ogni giorno la durata del sole diminuiva, come mai? E se non tornava ad aumentare come avrebbero potuto vivere? Da queste paure derivano una serie di usanze, riti, consuetudini scaramantiche e modi di dire che perdurano ancor oggi.

   Di certo già 6.000 anni fa i sumeri avevano calcolato che il sole ruotava attorno alla terra compiendo un cerchio pari a “360 chicchi d’orzo”, la loro unità di misura degli angoli, ma avevano anche calcolato che, per percorrere tutti i 360 chicchi d’orzo il sole impiegava 365 giorni e circa sei ore. Per sistemare le differenze tra i 360 gradi (diremmo noi) e i 365 giorni decisero che l’anno sarebbe terminato con il solstizio d’inverno cui sarebbero seguiti 5 giorni, detti giorni che non esistono durante i quali si stava in casa, non si usciva all’aperto e non si lavorava, e il sesto giorno iniziava il nuovo anno composta di 12 mesi di 30 giorni. Preme far notare che la stessa conoscenza, la stessa divisione dell’anno e lo stesso nome dedicato ai cinque giorni “che non esistono” lo troviamo anche negli imperi mesopotamici, in alcune popolazioni della Papua Nuova Guinea e tra i maya, aztechi, toltechi e zapotechi in America centrale.

  Quando Gaius Julius Caesar conquistò l’Egitto non portò a Roma solo Cleopatra ma anche Sosigene, l’astronomo di corte egizio. Nella sua qualità di Pontefice Massimo Giulio Cesare ordinò a Sosigene di sistemare il calendario romano, che era un guazzabuglio che non sto a descrivere. In onore di Cesare il nuovo calendario fu chiamato Giuliano e prevedeva un anno di 365 giorni divisi in 12 mesi di 30 o 31 giorni cui ogni quattro anni si aggiungeva un giorno da inserire alla fine del mese di febbraio che passava da 28 a 29 giorni.

   Per i primi secoli tutto andò bene ma Sosigene aveva misurato la durata dell’anno solo in giorni e ore senza considerare i minuti e i secondi e così agli inizi del XVI secolo ci si rese conto che nei secoli le date ecclesiastiche non corrispondevano più agli eventi astronomici e si cercò di porvi rimedio riportando tutto ai tempi del Concilio di Nicea del 325.

  Per correggere l’errore accumulato Papa Gregorio XIII ordinò con la bolla Inter gravissimas, del 24 febbraio 1582, l’inserimento nel computo del calendario anche delle ore e dei minuti e che al 4 ottobre 1582 seguisse il 15 ottobre, con la sparizione di dieci giorni. Il nuovo calendario, chiamato Gregoriano, fu poi aggiustato leggermente nei secoli successivi ed è usato ancor oggi nei paesi cattolici, luterani ed evangelici.

   Nei paesi ortodossi si è continuato ad usare il calendario giuliano per cui si festeggia i Natale il 7 gennaio e la Rivoluzione d’ottobre avvenne… in novembre.

Saturnalia di Antoine Callet 1783

      Nell’antica Roma c’era la consuetudine di far terminare l’anno con la semina e con una serie di cinque giorni, detti Saturnalia, dedicati al dio Saturno (non a caso il lemma latino satus significa semina). Il dio Saturno, tradizionalmente legato al sole e con tendenze infernali, e il sole, scendevano nelle profondità della terra, nel regno del buio, nel mondo dei morti, per richiamarli in vita, alla luce, se eseguivano riti di fuoco e di luce e venivano accesi grandi falò per aiutare il sole a rinascere.

   I saturnali iniziavano col solstizio invernale e per cinque giorni tutto era sospeso, tutto era sottosopra e gli schiavi erano serviti dai padroni. Il quinto giorno si tornava alla normalità e, secondo la propria religione, ognuno festeggiava la rinascita della propria divinità: i seguaci di Zoroastro festeggiavano la nascita del loro dio, chi seguiva i culti egizi festeggiava la nascita di Horus, i seguaci di Mitra festeggiavano la nascita di Mitra, i seguaci del Sol Invictus festeggiavano il ritorno del sole mentre, dall’altra parte dell’oceano, gli Inca festeggiavano la nascita del loro dio Viracocha.

   Per non perdere un’occasione così ghiotta durante il IV secolo la chiesa decretò che il 25 dicembre era nato anche il loro dio, Gesù, e quel giorno divenne il Natale, ovvero il giorno in cui nacque. Per consolidare ulteriormente l’evento della nascita la chiesa decretò che esattamente nove mesi prima l’arcangelo Gabriele aveva informato Maria[1] dell’incarnazione avvenuta tramite lo Spirito Santo e quel giorno divenne il giorno dell’Annunciazione.

   L’avvento del cristianesimo come religione di stato provocò l’assorbimento da parte della chiesa di tutti i templi, i luoghi sacri, la date e le motivazioni delle antiche religioni, dette pagane (da pagus, ciò che sta al di fuori della città, delle campagne). Tra le migliaia di appropriazioni abbiamo anche la festa nordica della luce che si compiva durante il solstizio invernale e che fu soppiantata dal culto di una santa mai esistita, Santa Lucia, che, a causa della perdita degli 11 giorni comandata da Papa Gregorio, si vide anticipare la propria festività dal giorno del solstizio al 13 dicembre. A memoria di ciò nella tradizione si continua a dire che “Santa Lucia è la notte più lunga che ci sia”; in effetti lo fu, ora non lo è più.

Morozko (Nonno Gelo) e la figliastra – un’illustrazione per la fiaba “Morozko” per la raccolta “Racconti di una nonna russa”

   Sempre dai paesi nordici, che erano più colpiti dei romani dalla variazione della durata del dì e della notte, iniziò ad arrivare in Italia il rito dell’albero. Secondo le culture germaniche e norregne gli abeti e le conifere in genere sono alberi che mantengono la vitalità anche in pieno inverno e perciò sono considerati sacri e il verde è il colore della sacralità del solstizio invernale. Tutto ciò è durato fino a quando la Coca Cola decise di sfruttare il Natale a fini commerciali e, siccome il colore della Coca Cola non era il verde ma il rosso… cambiò il colore del Natale che da allora è rosso, compreso l’abito di Babbo Natale che, come quello degli gnomi e degli spiriti dei boschi, per mgliaia d’anni era sempre stato verde.

Alba Adriatica, Solstizio invernale 2025

Galileo Ferraresi

Breve Bibliografia

Burkert W., La religione greca, Jaca Book, Milano, 2010

Cardini F., I giorni del sacro, Utet, Torino, 2016

Corrias G.M., Dei e religione dell’antica Roma, Arkadia, Cagliari, 2015

Ferraresi G., La paura del Clima, Youcanprint, Lecce, 2022

Sabbatucci D. La religione di Roma antica: dal calendario festivo all’ordine cosmico, Il Saggiatore, Milano, 1988


[1] Nel Vangelo secondo Matteo l’angelo appare a Giuseppe per informarlo che la moglie vergine è incinta ma di tenerla ugualmente presso di sé. Secondo Luca invece l’angelo comparve nella casa di Maria per annunciarle la gravidanza.

Semita e antisemita

Semita e antisemita

Gli antichi testi sumeri, poi quelli assiri, greci ed infine la Bibbia ci informano che nel ventiseiesimo giubileo Noè e sua moglie Emmezara generarono tre figli: Sem (Sém), Cam (Ham) e Iafet (Yàpet). Informato fortunosamente di un’imminente cataclisma Noè costruì una nave, o Arca, nella quale si rinchiuse coi figli, le loro mogli e ogni coppia di animale. Terminato il Diluvio e trascorsi alcuni mesi l’Arca si arenò su un monte e la famigliola uscì dall’Arca.

….“Semita e antisemita”

La guerra delle vacanze di agosto

Nella misura in cui lo Stato cresce l'individuo si sminuisce.
Gòmez Dàvila

Era il 28 giugno 1914 quando uno studente serbo, Gavrilo Princip, convinto di battersi contro l’oppressione dell’Impero Austro Ungarico, uccise a Sarajevo il principe ereditario della casa asburgica Francesco Ferdinando e sua moglie. Dopo oltre un secolo i libri di storia faticano ancora a
giustificare l’escalation che, partendo da un omicidio per una questione locale tra l’Impero Austro Ungarico coi separatisti serbi, portò alla Prima Guerra Mondiale. Anche i contemporanei faticarono a comprenderne l’importanza e le conseguenze, nessuno lo vedeva come un pericolo per la pace e i maggiori giornali inglesi definirono le prime azioni militari La guerra delle vacanze di agosto. Nelle prossime righe cercherò di dare alla Prima Guerra Mondiale una lettura differente, meno poetica e patriottica e più monetaria.

….“La guerra delle vacanze di agosto”

La paura del clima – Nuova pubblicazione

Questo libro non parla solo del clima ed è riservato a chi è curioso, a chi è confuso, perplesso, a chi non ha solo certezze, a chi intuisce che non tutto è come da narrazione ufficiale, a chi non sopporta più di vivere con l’ansia dei
cambiamenti climatici.
Ci sono dati, informazioni e la certezza di un futuro non
catastrofico. Si diffonde la paura dei cambiamenti climatici, la paura del futuro e l’ansia di vivere perché chi è spaventato non è più razionale, diventa manipolabile e si conforma alla volontà di chi vuole ottenere individui rassegnati, docili e obbedienti.
Chi legge questo libro non ha alcuna responsabilità sulle decisioni prese dagli amministratori di multinazionali con bilanci superiori al PIL dell’Italia, o dall’industria della guerra e ancor meno su eventi naturali provocati dai vulcani o dal
sole.
© galileo ferraresi, 2023, Self Publishing

Rimetti a noi i nostri debiti – Nuova pubblicazione

Platone, Aristotele, Giulio Cesare, i babilonesi, gli ebrei, gli islamici, i cristiani ortodossi e cattolici, tutti vietano il prestito ad usura, o a interesse come si dice oggi. Per tutti l’usura è un male assoluto.

Per tutti il giogo degli interessi deve sparire perché solo senza quel satanismo economico chiamato “capitalismo finanziario” possiamo tornare a vivere una vita degna di essere vissuta. Questo libro traccia come, quando e perché questo divieto ha cominciato ad essere revocato.

Ci ricorda come eravamo, quello che avevamo e che abbiamo perso, ma ci indica anche come uscire dal tunnel del debito e come riappropriarci della libertà e della felicità.

© galileo ferraresi, 2023, Self Publishing

Moneta elettronica e ambiente

La moneta elettronica viene propagandata come la soluzione ai mali dell’Italia e un passo verso un mondo digitalizzato che consuma solo energia pulita ricavata dal vento e dal sole. Chiariamo un paio di cosette.

Se il problema dell’Italia fosse l’evasione fiscale, e il governo volesse veramente eliminarla, dovrebbe solamente cambiare l’impostazione della denuncia dei redditi e affiancare i privati alle imprese. 

Se gli italiani potessero scaricare ogni spesa farebbero come in altri stati dove ognuno mette in un contenitore lo scontrino e, al momento della dichiarazione dei redditi, si detraggono tutte le spese da quanto si è incassato. Sparirebbe il sommerso e sarebbero i cittadini i primi a richiedere lo scontrino per poter abbattere l’utile rimasto in cassa. Si semplificherebbero le dichiarazioni dei redditi e sparirebbe il lavoro illegale

….“Moneta elettronica e ambiente”

Della paura

La paura è un elemento essenziale per la vita perché ci mette in allarme quando c’è un pericolo.

Senza paura ci butteremmo a capofitto in ogni situazione senza renderci conto del pericolo, e questo non è un bene, ma ci sono anche delle paure che sono indotte, che non servono a salvarci da un pericolo ma solo per abbatterci, per renderci impotenti, per modificare il nostro stato d’animo, i nostri pensieri, il nostro carattere, i nostri comportamenti. Nelle prossime righe scriverò della paura, di questa paura che pare abbia coinvolto un poco tutti, soprattutto negli ultimi due anni.

Era la fine degli anni ’50 e abitavo coi miei a Carpi in un appartamento che aveva un orto dove non coltivavamo nulla. All’epoca il mondo era attraversato ogni giorno da notizie sempre più allarmanti sull’aumento delle bombe nucleari che le due superpotenze mondiali, Usa e Urss, avevano prodotto ed erano in grado di lanciare distruggendo decine di volte il pianeta. 

Nella mia testa di bimbo di dieci anni tutto ciò era terribile e mi aveva spaventato al punto che un giorno presi una pala ed iniziai a scavare un buco nell’orto per costruire un rifugio antiatomico. 

….“Della paura”

I Mefo bill, tra economia e storia

Pur trattando della Germania durante il periodo tra le due guerre mondiali, pur accennando ai partiti Nazional Socialista e Nazista, pur nominando Hitler e alcuni gerarchi nazisti, quella che segue è solo l’analisi di un aspetto di politica monetaria senza nessun coinvolgimento pro o contro la politica e l’ideologia presente in Germania in quel periodo. In breve, è il sunto di come una nazione sconfitta e dilaniata dalle rivendicazioni dei vincitori sia riuscita in pochi anni a diventare una potenza economica e industriale grazie alle idee di un banchiere di religione ebraica e massone. Buona lettura.

….“I Mefo bill, tra economia e storia”

Hastings, la vittoria di chi?

In Italia nessuno ne parla ma per l’Inghilterra è un evento che ogni inglese conosce: la battaglia di Hastings combattuta 950 anni fa, il 14 ottobre 1066, l’ultima volta che un esercito straniero mise piede in Inghilterra.

Da una parte erano schierati i residenti, gli angli e i sassoni, comandati da Harold II d’Inghilterra, in inglese Harold Godwinson, 44 anni circa, figlio di Godwin conte di Wessex, che da dieci mesi sedeva sul trono di Edoardo il Confessore.

Dall’altra c’è un normanno di 38 anni, il Duca Guglielmo il Bastardo, figlio di Roberto I di Normandia e di una tale Arletta che, a seconda degli storici, era figlia di un servitore, di un conciatore o di un preparatore di salme.

….“Hastings, la vittoria di chi?”

Navigazioni Medioevali

Dopo l’incredibile successo di “Grandi navigazioni dei popoli del Mediterraneo, dall’antichità alla Roma imperiale” (in corso la 3° ristampa), prosegue lo studio della storia della navigazione con l’uscita di “Navigazioni Medioevali. Dall’impero romano al 1500”.

Dalla fine dell’Impero romano d’Occidente per secoli in tanti sono andati in America, alcuni attraversando Atlantico e altri il Pacifico, finché all’improvviso, e senza un apparente motivo, arriva dal Portogallo un naufrago chiamato Cristoforo Colombo. La regina di Castiglia lo nomina Ammiraglio del Mare Oceano e gli da non una ma ben tre navi per andare in America. Perché? Perché a lui? Perché allora? Chi l’ha veramente scoperta e le diede il nome America?  Chi fece sparire le carte dove appariva l’America prima del 1492 e perché? Cosa si nasconde dietro uno dei più grandi imbrogli della storia?

Continua così il grande viaggio della storia nella navigazione che a partire dal primo volume “Grandi navigazioni dei popoli del Mediterraneo, dall’antichità alla Roma imperiale” intende esplorare metodi e strumenti dell’arte della navigazione dei popoli, dall’antichità ad oggi.

In uscita: Aprile 2021

Ordinabile in Libreria, Amazon o direttamente all’autore con dedica personalizzata.

Prezzo: 19€ – Codice Isbn: 9791220325240

Ci sono troppe tasse

Ci sono troppe tasse. Chi non ha mai sentito questa frase? Chi non ha mai pronunciato questa frase?

Chiariamo i termini. Le tasse sono prelievi diretti che lo stato preleva direttamente dalle tasche di ogni cittadino; le imposte sono prelievi indiretti che lo stato effettua senza il controllo diretto del cittadino.

Le tasse sono prelevate in seguito alla dichiarazione dei redditi

Le imposte sono prelevate tutte le volte che acquistiamo qualcosa, ad esempio l’Iva.

Le tasse sono specifiche per quella persona o azienda, le imposte sono uguali per tutti. Potremmo dire che le imposte indirette sono democratiche perché sono uguali per tutti, ma proprio qui sta la truffa. 

Non c’è nulla di più ingiusto del trattare nello stesso modo persone differenti. 

….“Ci sono troppe tasse”

Sogni

Sappiamo tutti che una delle cause principali della situazione in cui ci troviamo è la moneta, per essere più precisi, è la scarsità di moneta, e con essa la scarsità di una serie di beni materiali e immateriali sia sul piano individuale che statale. 

Una deli beni più importanti della nostra vita è il tempo, quella cosa che abbiamo non pochi problemi se la dobbiamo definire, ma che misuriamo e che conosciamo perfettamente quando non abbiamo tempo per fare una delle tante cose che vorremmo fare. Nel Medioevo si diceva che Dio dava il tempo gratis, e così, siccome c’era tempo, ogni oggetto della vita quotidiana era abbellito con ricami, incisioni o pitture; poi vennero Lutero, Calvino e Zwingli e il tempo divenne un bene economico, un bene che si poteva comprare o vendere con il nuovo dio: il denaro.

Se cinquant’anni fa non c’era tempo per fare quasi nulla oggi è peggio, siamo sempre in ritardo e le nuove tecnologie ci pressano continuamente per essere aggiornati, rispondere a messaggi, chat e al telefono. E se non si cambia qualcosa non pare che il futuro sarà migliore.

….“Sogni”

Limiti mentali alla creazione di moneta

Quattro secoli fa Galilei presentò alla Serenissima Repubblica di Venezia il cannocchiale, uno strumento che, pur non avendolo inventato lui, grazie ad alcune sue migliorie era in grado di far avvistare terra o una flotta nemica prima e meglio di quanto fosse possibile ad occhio nudo.

Preparato lo strumento su una finestra i saggi e i politici della Repubblica guardarono nell’oculare ma, mentre alcuni vedevano una nave entrare in laguna, altri non vedevano nulla.

….“Limiti mentali alla creazione di moneta”

La scorciatoia

La fine della quarantena metterà in evidenza i problemi e la fragilità del sistema economico preesistente. L’unica soluzione è avere più soldi, ma per darli a chi? E soprattutto: come fare ad avere soldi?

Sappiamo tutti che a volte, colti da una emergenza, invece di seguire la strada maestra decidiamo di prendere una scorciatoia; accade in montagna come nel traffico cittadino. Stessa cosa accade in economia monetaria.

….“La scorciatoia”

Grandi navigazioni dei popoli del Mediterraneo dall’antichità alla Roma Imperiale

Questo libro tratta di alcune grandi navigazioni oceaniche compiute migliaia di anni fa da Sumeri, Babilonesi, Fenici, Greci, Egizi e Romani.

E’ la prova che grazie alla navigazione per mari e oceani i popoli sono sempre stati collegati fra loro e mai separati.

Nota per il lettore

Nelle pagine che seguono non si parla di nuove teorie, non si espongono scoperte archeologiche, non c’è nulla che non si possa trovare nei libri e negli articoli che sono già stati pubblicati.  Nelle prossime pagine sono solamente stati raccolti studi, informazioni e ricerche già esistenti e il tutto è stato ordinato seguendo una linea temporale. Nelle prossime pagine non compaiono cose nuove ma solamente guardate con occhi nuovi.

Da tutto ciò è emersa una visione della storia delle navigazioni dei popoli mediterranei che, contrariamente a quanto si possa credere, navigavano non solamente lungo costa ma attraversavano mari ed oceani millenni prima della così detta Epoca delle Grandi Navigazioni della fine del Medio Evo.

A chi non vuole dubitare delle proprie convinzioni, o solamente metterle in crisi, consigliamo di richiudere il libro: ha già letto abbastanza.

A chi con speranza e sprezzo del pericolo continuerà: buona lettura.

Copyright ©galileoferraresi – Selfpublishing, Bologna, Ottobre 12019

REPERIBILE DIRETTAMENTE dall’AUTORE

Salvare Venezia

Venezia sta sprofondando nel mare e il “fenomeno” dell’Acqua Alta, che mezzo secolo fa era un evento eccezionale, ora è quasi la normalità. Situazione ineluttabile, naturale o conseguenza del comportamento umano? 

Quando mille anni fa gli abitanti di Malamouco videro che per l’abbassamento della terra la loro città iniziava a sprofondare in mare l’abbandonarono e si rifugiarono sulle Isole Reatine, quelle in cui sorge ora Venezia, che erano molto più alte della laguna circostante. Per meglio proteggerle dall’erosione questi antichi veneziani decisero di palificare le isole: andarono in giro per i monti trentini e friulani e per le isole dell’odierna Croazia e tagliarono milioni d’alberi d’alto fusto che poi piantarono attorno alle isole e che usarono anche come base per costruire su qualcosa di solido le case e i palazzi. Tra le varie isolette lasciarono il passaggio per i canali che divennero le vie di comunicazione di questa città nata e cresciuta sull’acqua e dove non esistevano cavalli e carrozze ma solo barche.

….“Salvare Venezia”

La moneta di facebook

Il 17 giugno Mark Zuckerberg ha presentato al mondo intero Libra, la nuova cripto valuta che sarà in esercizio tra un anno. Sapendo che Marck si muove solo per i propri interessi vediamo alcuni aspetti di Libra, sarà il lettore a stabilire quali siano i Buoni, i Brutti e i Cattivi della nuova idea di questo amato sionista.

Libra, una moneta virtuale di livello planetario pensata dal fondatore di Facebook

Iniziamo dal nome: Libra. Esattamente lo stesso nome della moneta coniata ed imposta da Carlo Magno 1.200 anni fa, e qui un poco di megalomania del fondatore di Faceboock ci sta, ognuno ha un proprio modello di riferimento e Marck ha scelto il suo: Carlo Magno, il fondatore dell’Impero dei Romani. 

….“La moneta di facebook”

Le monete di stato

La moneta di stato è un biglietto cartaceo emesso dallo stato che non genera debito e che costa allo stato solo il valore della carta e dell’inchiostro utilizzati.

La banconota (la Nota del Banco) invece è emessa da una banca privata (come la BCE o Banca d’Italia), ed è moneta emessa a debito che lo stato si fa prestare dalle Banche Centrali e produce automaticamente debito obbligando lo stato a pagare il suo valore e gli interessi maturati e genera il Debito Pubblico. 

Considerato che lo stato italiano NON ha mai perso o rinunciato alla propria sovranità monetaria, non si capisce perché invece di produrre moneta se la faccia prestare; è come se una gallina invece di fare un uovo lo chiedesse in prestito ad un supermercato.

A questo punto solitamente il commento è: Se è così facile lo farebbero tutti.

E allora? Che facciano; l’importante è che lo facciamo anche noi!!

Ma per fare qualcosa bisogna prima decidere, e la decisione è più facile se si è in compagnia, ed ecco la seconda domanda: Ma c’è qualche altro stato che lo fa?

….“Le monete di stato”

A proposito di popolazione

Nel 1798 il reverendo inglese Thomas Robert Malthus dava alle stampe An Essay on the Principle of Population (Saggio sul principio di popolazione) nel quale sosteneva, tra le altre idee, che l’aumento della popolazione avrebbe portato ad un eccesso di offerta di mano d’opera e quindi a salari più bassi. Conseguenza dell’aumento della popolazione sarebbe quindi stata la miseria generale. La prima reazione al testo fu la legge sul censimento, tutt’ora in atto, che impegnava il governo inglese a censire la popolazione ogni dieci anni. Nel libro Malthus sostenne anche l’utilità delle guerre come valvola di sfogo per l’eccesso di popolazione. Il suo principio era molto semplice: Siccome sulla terra ci sono risorse alimentari limitate, e queste risorse sono sufficienti per alimentare solo un certo numero di persone, un aumento della popolazione porta inevitabilmente a decidere, attraverso una guerra, quali popolazioni potranno mangiare e quali dovranno morire per permettere ai vincitori di vivere. Secondo Malthus i limiti allo sviluppo umano erano la mancanza di beni ma soprattutto la miseria e il vizio che caratterizzavano le classi sociali più povere e disadattate.

….“A proposito di popolazione”

Non è una crisi ma una guerra

Già Pitagora 2500 anni fa ci insegnava a ragionare non in base alle nostre impressioni o ai nostri pensieri ma secondo i numeri. Secondo il saggio vegetariano di Kroton gli unici ragionamenti possibili erano basati sui numeri e quindi si poteva discutere solo di elementi misurabili. Quattrocento anni fa Galileo espresse gli stessi concetti e nacque il così detto metodo scientifico.

Oggi, all’inizio del 2017, eccoci a ragionare di crisi e la prima domanda da porsi è: ha ancora senso usare il termine “crisi”?

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RISCALDAMENTO GLOBALE O BUFALA MONDIALE?

Quando ero un bimbo abitavo nella pianura padana, a 45 metri sul livello del mare, non in montagna, ma ricordo che gli inverni erano lunghi e freddi: la neve durava a terra per settimane, mesi. Un inverno avevo costruito una slitta e portavo in giro mia sorella per le strade della cittadina bianche e gelate dove non si muovevano auto per il gelo. Ora gli inverni sono decisamente più caldi e le strade restano imbiancate per periodi brevissimi, alcuni anni non si imbiancano neppure. Come mai non c’è più la neve di un tempo?

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Gli italiani che fecero l’impresa

La Seconda Guerra Mondiale era finita e col trattato di pace del 21 marzo 1947 l’Italia, oltre a dover pagare 360 milioni di dollari ai vincitori, perdeva le colonie in Africa (Libia, Somalia, Etiopia ed Eritrea), i possedimenti in Cina, passava alla Francia alcuni territori di confine, consegnava alla Grecia Rodi e le altre isole del Dodecanneso di fronte alla Turchia, dava all’Albania l’isola di Saseno e alla Jugoslavia l’Istria, la città di Zara, le isole costiere e una fetta di confine fino a Gorizia. Oltre a tutto ciò l’Italia perdeva anche la città di Trieste, per la quale erano morti oltre seicentomila soldati italiani durante la prima guerra mondiale, che diventava Territorio Libero di Trieste sotto il controllo delle Nazioni Unite.

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L’elica

Giriamo la chiave, il motore si accende, ingraniamo l’invertitore e la barca comincia a muoversi, ma perché si muove? Semplice: perché l’elica gira e con la sua rotazione muove la barca. L’elica è una macchina semplice che compare nella storia umana da millenni, esempi sono la vite senza fine di Archimede e le eliche per alzarsi in volo nei disegni di Leonardo, ma mai nessuno aveva pensato di applicare questo principio alla propulsione marina finché un giorno….e qui comincia la storia della nostra elica.

….“L’elica”

La medaglia dell’infamia

La medaglia dell’infamia    Il 25 agosto 1933, fu coniata questa medaglia che vede su una faccia la svastica nazista e sull’altra quella che alcuni chiamano Stella di David[1].    Con questa medaglia si sanciva la comune determinazione, nazista e sionista, per la realizzazione di un mondo basato sulla purezza …

Mafia di San Gallo e Swift

Mafia di San Gallo e Swift 1 – La Mafia di San Gallo          Chi pensa che la Chiesa Cattolica Romana sia un tutt’unico di pensiero e di comportamento dal Papa all’ultimo dei fedeli sbaglia di grosso, come in tutte le unioni di individui anche all’interno della Chiesa esistono idee, …

Notte di mare e poesia

Galileo Ferraresi parteciperà domenica 13 luglio, alle ore 9 di sera a Martinsicuro alla serata NOTTE DI MARE E DI POESIA dove tratterà il tema della navigazione nel mondo antico. La serata avrà luogo nel Museo delle armi antiche di Martinsicuro, Via SS 16, al n. 39. L’ingresso è libero …

BASE TERRA (26 Giugno 2025)

Base Terra del 26 giugno del 2025 Galileo ha partecipato alla serata di Gianluca Lamberti parlando dei Mille e dei “barboncini” (come li ha chiamati Totò), delle ombre sul sequestro Moro e altro; insieme al suo amico Tom Bosco e a Marco Enrico De Graya.

Le origini dell’Europa e il Talmud

Le origini dell’Europa e il Talmud    Vent’anni fa, dopo che i media, i filosofi e i politici discussero per molti mesi sulle origini cristiane dell’Unione Europea, la questione fu abbandonata senza una risposta. Nei giorni scorsi la nostra amata Ursula Albrecht, divenuta von der Leyen per matrimonio, ci ha …