Grandi navigazioni dei popoli del Mediterraneo dall’antichità alla Roma Imperiale

Questo libro tratta di alcune grandi navigazioni oceaniche compiute migliaia di anni fa da Sumeri, Babilonesi, Fenici, Greci, Egizi e Romani.

E’ la prova che grazie alla navigazione per mari e oceani i popoli sono sempre stati collegati fra loro e mai separati.

Nota per il lettore

Nelle pagine che seguono non si parla di nuove teorie, non si espongono scoperte archeologiche, non c’è nulla che non si possa trovare nei libri e negli articoli che sono già stati pubblicati.  Nelle prossime pagine sono solamente stati raccolti studi, informazioni e ricerche già esistenti e il tutto è stato ordinato seguendo una linea temporale. Nelle prossime pagine non compaiono cose nuove ma solamente guardate con occhi nuovi.

Da tutto ciò è emersa una visione della storia delle navigazioni dei popoli mediterranei che, contrariamente a quanto si possa credere, navigavano non solamente lungo costa ma attraversavano mari ed oceani millenni prima della così detta Epoca delle Grandi Navigazioni della fine del Medio Evo.

A chi non vuole dubitare delle proprie convinzioni, o solamente metterle in crisi, consigliamo di richiudere il libro: ha già letto abbastanza.

A chi con speranza e sprezzo del pericolo continuerà: buona lettura.

Copyright ©galileoferraresi – Selfpublishing, Bologna, Ottobre 12019

REPERIBILE DIRETTAMENTE dall’AUTORE

Salvare Venezia

Venezia sta sprofondando nel mare e il “fenomeno” dell’Acqua Alta, che mezzo secolo fa era un evento eccezionale, ora è quasi la normalità. Situazione ineluttabile, naturale o conseguenza del comportamento umano? 

Quando mille anni fa gli abitanti di Malamouco videro che per l’abbassamento della terra la loro città iniziava a sprofondare in mare l’abbandonarono e si rifugiarono sulle Isole Reatine, quelle in cui sorge ora Venezia, che erano molto più alte della laguna circostante. Per meglio proteggerle dall’erosione questi antichi veneziani decisero di palificare le isole: andarono in giro per i monti trentini e friulani e per le isole dell’odierna Croazia e tagliarono milioni d’alberi d’alto fusto che poi piantarono attorno alle isole e che usarono anche come base per costruire su qualcosa di solido le case e i palazzi. Tra le varie isolette lasciarono il passaggio per i canali che divennero le vie di comunicazione di questa città nata e cresciuta sull’acqua e dove non esistevano cavalli e carrozze ma solo barche.

….“Salvare Venezia”

A proposito di popolazione

Nel 1798 il reverendo inglese Thomas Robert Malthus dava alle stampe An Essay on the Principle of Population (Saggio sul principio di popolazione) nel quale sosteneva, tra le altre idee, che l’aumento della popolazione avrebbe portato ad un eccesso di offerta di mano d’opera e quindi a salari più bassi. Conseguenza dell’aumento della popolazione sarebbe quindi stata la miseria generale. La prima reazione al testo fu la legge sul censimento, tutt’ora in atto, che impegnava il governo inglese a censire la popolazione ogni dieci anni. Nel libro Malthus sostenne anche l’utilità delle guerre come valvola di sfogo per l’eccesso di popolazione. Il suo principio era molto semplice: Siccome sulla terra ci sono risorse alimentari limitate, e queste risorse sono sufficienti per alimentare solo un certo numero di persone, un aumento della popolazione porta inevitabilmente a decidere, attraverso una guerra, quali popolazioni potranno mangiare e quali dovranno morire per permettere ai vincitori di vivere. Secondo Malthus i limiti allo sviluppo umano erano la mancanza di beni ma soprattutto la miseria e il vizio che caratterizzavano le classi sociali più povere e disadattate.

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RISCALDAMENTO GLOBALE O BUFALA MONDIALE?

Quando ero un bimbo abitavo nella pianura padana, a 45 metri sul livello del mare, non in montagna, ma ricordo che gli inverni erano lunghi e freddi: la neve durava a terra per settimane, mesi. Un inverno avevo costruito una slitta e portavo in giro mia sorella per le strade della cittadina bianche e gelate dove non si muovevano auto per il gelo. Ora gli inverni sono decisamente più caldi e le strade restano imbiancate per periodi brevissimi, alcuni anni non si imbiancano neppure. Come mai non c’è più la neve di un tempo?

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Gli italiani che fecero l’impresa

La Seconda Guerra Mondiale era finita e col trattato di pace del 21 marzo 1947 l’Italia, oltre a dover pagare 360 milioni di dollari ai vincitori, perdeva le colonie in Africa (Libia, Somalia, Etiopia ed Eritrea), i possedimenti in Cina, passava alla Francia alcuni territori di confine, consegnava alla Grecia Rodi e le altre isole del Dodecanneso di fronte alla Turchia, dava all’Albania l’isola di Saseno e alla Jugoslavia l’Istria, la città di Zara, le isole costiere e una fetta di confine fino a Gorizia. Oltre a tutto ciò l’Italia perdeva anche la città di Trieste, per la quale erano morti oltre seicentomila soldati italiani durante la prima guerra mondiale, che diventava Territorio Libero di Trieste sotto il controllo delle Nazioni Unite.

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L’elica

Giriamo la chiave, il motore si accende, ingraniamo l’invertitore e la barca comincia a muoversi, ma perché si muove? Semplice: perché l’elica gira e con la sua rotazione muove la barca. L’elica è una macchina semplice che compare nella storia umana da millenni, esempi sono la vite senza fine di Archimede e le eliche per alzarsi in volo nei disegni di Leonardo, ma mai nessuno aveva pensato di applicare questo principio alla propulsione marina finché un giorno….e qui comincia la storia della nostra elica.

….“L’elica”

Il Brigantino MANTUA

La maggior parte dei navigatori italiani neppure lo sa eppure l’arte di navigazione italiana trova traccia in tutto il mondo. Cuba è una delle mete preferite dagli italiani, e non solo negli ultimi tempi. Tra il 21 e il 27 gennaio 1493 vi arrivò un certo Cristoforo Colombo e un …

Le Bermuda e il suo triangolo

All’inizio del film Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo Steven Spielberg mostra una squadriglia di caccia Usa che, senza motivo apparente e senza lanciare nessun messaggio radio, è scomparsa improvvisamente nei cieli delle Bermuda. Ovviamente tutti i piloti coinvolti ricompaiono verso la fine del film: erano stati rapiti dagli extraterresti. Quella …

Faro. Genesi di una parola

È notte, stiamo navigando verso est solo con la bussola, tutti gli strumenti sono tutti in tilt, a sud e a nord ci sono delle isole orlate di scogli ma non le vediamo: il cielo è coperto e non ci sono altre luce se non quella della torcia che ho …