La moneta di facebook

Il 17 giugno Mark Zuckerberg ha presentato al mondo intero Libra, la nuova cripto valuta che sarà in esercizio tra un anno. Sapendo che Marck si muove solo per i propri interessi vediamo alcuni aspetti di Libra, sarà il lettore a stabilire quali siano i Buoni, i Brutti e i Cattivi della nuova idea di questo amato sionista.

Libra, una moneta virtuale di livello planetario pensata dal fondatore di Facebook

Iniziamo dal nome: Libra. Esattamente lo stesso nome della moneta coniata ed imposta da Carlo Magno 1.200 anni fa, e qui un poco di megalomania del fondatore di Faceboock ci sta, ognuno ha un proprio modello di riferimento e Marck ha scelto il suo: Carlo Magno, il fondatore dell’Impero dei Romani. 

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Le monete di stato

La moneta di stato è un biglietto cartaceo emesso dallo stato che non genera debito e che costa allo stato solo il valore della carta e dell’inchiostro utilizzati.

La banconota (la Nota del Banco) invece è emessa da una banca privata (come la BCE o Banca d’Italia), ed è moneta emessa a debito che lo stato si fa prestare dalle Banche Centrali e produce automaticamente debito obbligando lo stato a pagare il suo valore e gli interessi maturati e genera il Debito Pubblico. 

Considerato che lo stato italiano NON ha mai perso o rinunciato alla propria sovranità monetaria, non si capisce perché invece di produrre moneta se la faccia prestare; è come se una gallina invece di fare un uovo lo chiedesse in prestito ad un supermercato.

A questo punto solitamente il commento è: Se è così facile lo farebbero tutti.

E allora? Che facciano; l’importante è che lo facciamo anche noi!!

Ma per fare qualcosa bisogna prima decidere, e la decisione è più facile se si è in compagnia, ed ecco la seconda domanda: Ma c’è qualche altro stato che lo fa?

 

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Non è una crisi ma una guerra

Già Pitagora 2500 anni fa ci insegnava a ragionare non in base alle nostre impressioni o ai nostri pensieri ma secondo i numeri. Secondo il saggio vegetariano di Kroton gli unici ragionamenti possibili erano basati sui numeri e quindi si poteva discutere solo di elementi misurabili. Quattrocento anni fa Galileo espresse gli stessi concetti e nacque il così detto metodo scientifico.

Oggi, all’inizio del 2017, eccoci a ragionare di crisi e la prima domanda da porsi è: ha ancora senso usare il termine “crisi”?

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