Salvare Venezia

Venezia sta sprofondando nel mare e il “fenomeno” dell’Acqua Alta, che mezzo secolo fa era un evento eccezionale, ora è quasi la normalità. Situazione ineluttabile, naturale o conseguenza del comportamento umano? 

Quando mille anni fa gli abitanti di Malamouco videro che per l’abbassamento della terra la loro città iniziava a sprofondare in mare l’abbandonarono e si rifugiarono sulle Isole Reatine, quelle in cui sorge ora Venezia, che erano molto più alte della laguna circostante. Per meglio proteggerle dall’erosione questi antichi veneziani decisero di palificare le isole: andarono in giro per i monti trentini e friulani e per le isole dell’odierna Croazia e tagliarono milioni d’alberi d’alto fusto che poi piantarono attorno alle isole e che usarono anche come base per costruire su qualcosa di solido le case e i palazzi. Tra le varie isolette lasciarono il passaggio per i canali che divennero le vie di comunicazione di questa città nata e cresciuta sull’acqua e dove non esistevano cavalli e carrozze ma solo barche.

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Gli italiani che fecero l’impresa

La Seconda Guerra Mondiale era finita e col trattato di pace del 21 marzo 1947 l’Italia, oltre a dover pagare 360 milioni di dollari ai vincitori, perdeva le colonie in Africa (Libia, Somalia, Etiopia ed Eritrea), i possedimenti in Cina, passava alla Francia alcuni territori di confine, consegnava alla Grecia Rodi e le altre isole del Dodecanneso di fronte alla Turchia, dava all’Albania l’isola di Saseno e alla Jugoslavia l’Istria, la città di Zara, le isole costiere e una fetta di confine fino a Gorizia. Oltre a tutto ciò l’Italia perdeva anche la città di Trieste, per la quale erano morti oltre seicentomila soldati italiani durante la prima guerra mondiale, che diventava Territorio Libero di Trieste sotto il controllo delle Nazioni Unite.

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L’elica

Giriamo la chiave, il motore si accende, ingraniamo l’invertitore e la barca comincia a muoversi, ma perché si muove? Semplice: perché l’elica gira e con la sua rotazione muove la barca. L’elica è una macchina semplice che compare nella storia umana da millenni, esempi sono la vite senza fine di Archimede e le eliche per alzarsi in volo nei disegni di Leonardo, ma mai nessuno aveva pensato di applicare questo principio alla propulsione marina finché un giorno….e qui comincia la storia della nostra elica.

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La barca “sicura”

Sono mesi che assisto a infinite discussioni sulla “barca sicura” ma non mi è chiaro cosa significhi “sicura” e tanto meno se la sicurezza sia, o debba essere, l’elemento principale di un’imbarcazione. Per i polinesiani una canoa è sicura quando il bilanciere la rende stabile e, entro certi limiti, inaffondabile. …

La coperta in teak

Nell’occidente la scoperta del teak iniziò un paio di secoli fa.  Può sembrare strano ma ci fu un tempo, durato alcune migliaia d’anni, durante il quale si navigava per commerciare e spostarsi e le coperte delle imbarcazioni non erano in teak. E’ vero che allora non esistevano quasi le imbarcazioni …

La gravità e le maree

Da quando A. Einstein ha introdotto la Teoria della Relatività Generale lo spazio, che per Newton era vuoto e non influenzava minimamente il movimento degli astri, si è riempito di una rete di forze tra le quali c’è la gravità, una forza che non solo attrae ma determina e curva …